Letrozolo Teva 2,5 mg 30 compresse rivestite con film

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Nello studio SOLE, la sintomatologia riportata dalle pazienti e la qualità della vita valutata durante il trattamento è risultata a favore della somministrazione intermittente di Letrozolo. Per quanto riguarda il benessere fisico, l’umore e i disturbi del sonno, c’è stato un peggioramento minore con la somministrazione intermittente se confrontata con la classica somministrazione continua. Inoltre per le vampate di calore è stato osservato un significativo miglioramento con la somministrazione intermittente.

È consigliabile leggere questa scheda insieme al libretto  Il cancro della mammella (La Collana del Girasole), che fornisce informazioni più dettagliate e anche alcuni consigli, inserendo così il farmaco nel contesto della patologia per la quale è più frequentemente usato. Questo tipo di trattamento viene utilizzato anche qualora negozio-disteroidi si presenti una recidiva della malattia dopo un trattamento loco-regionale chirurgico o radioterapico. Nelle prime settimane di trattamento questi farmaci possono scatenare (in misura diversa da farmaco a farmaco e in relazione alle caratteristiche individuali) un effetto paradossale di esacerbazione dei sintomi detto flare-up.

Terapia ormonale per il tumore dell’ovaio

Ha, inoltre, inserito il raloxifene nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale per il trattamento preventivo del carcinoma mammario in donne in post-menopausa ad alto rischio. A oggi l’indicazione all’uso degli inibitori dell’aromatasi per la prevenzione del tumore della mammella non è autorizzata in alcun Paese. Questi farmaci agiscono attraverso un duplice meccanismo, uno correlato alla soppressione degli estrogeni e l’altro diretto alla cellula tumorale.

  • La terapia adiuvante (o precauzionale) prolungata con l’inibitore di aromatasi Letrozolo, dopo 5 anni di terapia endocrina, è approvata e utilizzata in tutto il mondo per le donne in menopausa operate per tumore del seno sensibile ad ormonoterapia e con linfonodi ascellari positivi.
  • In genere alle pazienti vengono proposti farmaci chiamati inibitori dell’aromatasi (letrozolo, anastrozolo, exemestane) oppure tamoxifene per due o tre anni seguito da inibitori dell’aromatasi per altri due o tre anni.
  • Pur garantendo l’esattezza e il rigore scientifico delle informazioni, Aimac declina ogni responsabilità con riferimento alle indicazioni fornite sui trattamenti, ricordando a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante.

Uno studio di confronto tra letrozolo e tamoxifene ha riportato un tasso di fratture più elevato tra i pazienti trattati con letrozolo (9,3%). Il passaggio dal tamoxifene all’exemestane ha portato a una perdita ossea già sei mesi dopo l’inizio della terapia e questi effetti si sono prolungati fino al secondo anno. A conferma del ruolo dell’exemestane, i ricercatori riportano il fatto che dopo l’interruzione del trattamento si è osservata una reversione nella BMD e i tassi di frattura sono tornati paragonabili a quelli osservati con tamoxifene. A differenza dell’anastrozolo, l’exemestane esercita effetti blandamente androgenici che potrebbero tradursi in un profilo farmacologico più “favorevole alle ossa” sebbene vi siano poche prove cliniche a sostegno di questa ipotesi.

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Se, però, i sintomi persistono e/o sono molto accentuati è necessario informare l’oncologo che deciderà come procedere. Sono stati pubblicati diversi studi che hanno affrontato in modo specifico gli effetti della IA sullo scheletro. Uno studio ha rilevato che, dopo cinque anni di trattamento con anastrozolo, si è verificata una perdita ossea del 6,1% nel tratto lombare della colonna vertebrale e del 7,2% all’anca.

Nella post-menopausa, invece, le ovaie perdono la loro capacità funzionale, ma gli estrogeni continuano ad essere sintetizzati – anche se in minima quantità – nei tessuti adiposi periferici, come quelli che si trovano nel seno. Gli estrogeni vengono prodotti per conversione degli ormoni androgeni ad opera dell’enzima aromatasi. Di conseguenza, è in grado di bloccare la conversione di androgeni in estrogeni, privando così le cellule tumorali di un elemento fondamentale per la loro crescita, conducendole alla morte. In alcuni casi, risulta inoltre molto utile completare la visita con ulteriori consulti specialistici (endocrinologo, ortopedico, nutrizionista, psiconcologo, medico esperto in medicine complementari), per aumentare la fiducia della paziente nel medico tutor e rinforzare l’alleanza terapeutica».

Letrozolo ed esemestrano

La possibilità di essere sottoposte alla terapia ormonale dipende dalla presenza, sulla superficie esterna delle cellule tumorali, di recettori per gli estrogeni e/o per il progesterone. Il legame tra queste particolari proteine e gli ormoni stimola la crescita e la proliferazione delle cellule tumorali. La scelta del trattamento ormonale dipende da una serie di fattori come le caratteristiche della malattia, la presenza e il numero di recettori specifici, se la donna è o no in menopausa, se ha già ricevuto altre cure e quali.

Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Letrozolo Teva?

Finora non ho avuto recidive quindi, al momento, tratto gli effetti collaterali piuttosto che rischiare un nuovo cancro. Il trattamento ormonale è comunque un’arma preziosa per ridurre il rischio che la malattia diagnosticata in fase iniziale si ripresenti dopo un trattamento locale, ma anche per ridurre i sintomi della malattia in stadio avanzato, rallentando o fermando la crescita delle cellule tumorali. In questi casi gli ormoni riescono in genere a controllare il tumore della prostata per diversi anni. Parlando di effetti collaterali, questi sono molto diversi tra il tamoxifene e gli inibitori dell’aromatasi.

Prendere il Letrozolo può influire sulle capacità di guidare o di manovrare macchinari pericolosi. La terapia può durare anche molti anni e non deve mai essere sospesa senza avvertire il medico. Il Letrozolo si assume per via orale in forma di pastiglia da assumere, solitamente, una volta al dì. I libretti di Aimac per i malati sono gratuiti, ma molto onerosi per l’Associazione che ne cura il costante aggiornamento, la grafica, la stampa e la distribuzione.

Prolungare la terapia ormonale dopo un’operazione per tumore al seno può ridurre ulteriormente il rischio di recidive. È quanto dimostrato da uno studio che ha esaminato  gli effetti degli inibitori dell’aromatasi (letrozolo) assunto per 5 anni dopo tamoxifene anziché i due o tre previsti dagli attuali standard terapeutici. L’indagine, pubblicata sulla rivista The Lancet Oncology, è stata condotta su oltre duemila pazienti seguite in 69 centri in Italia e per la prima volta monitorate per un periodo di osservazione molto lungo (circa 12 anni).